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Oli essenziali e morfologia: ogni singola pianta ne definisce la specifica azione

Sapevi che c'è una bella differenza tra un olio essenziale estratto da una scorza, come il Mandarino, e uno estratto da un legno, come il Sandalo? O tra un olio estratto da fiori, come il Gelsomino, e la Mirra, che invece è una resina?

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Rispetto ad altre categorie di rimedi considerati naturali, ve ne sarete accorti, gli oli essenziali sono molto diversi tra loro. La loro composizione chimica molto variabile, ad esempio, rende duttili e maneggevoli oli essenziali molto conosciuti come Lavanda, Mandarino, Albero del tè, ma allo stesso tempo richiede molta cautela nell’utilizzo di oli più potenti come Timo, Origano, Salvia Officinalis.

Un primo elemento che li differenzia tra loro è dato dalle tecniche di estrazione: la maggior viene estratta con un procedimento "a caldo" che prende il nome di distillazione in corrente di vapore. Fanno eccezione gli agrumi, estratti rigorosamente a freddo dalle loro scorze, e i fiori, troppo delicati per sopportare le alte temperature in corrente di vapore, per i quali si utilizza un’estrazione a mezzo solvente (evoluzione della vecchia tecnica dell’enfleurage).

Quando acquistate un olio essenziale, che deve sempre essere di qualità, e, per quanto mi riguarda, assolutamente di derivazione biologica (vedremo poi perché), è quindi fondamentale conoscerne il metodo di estrazione per non incorrere in brutte sorprese.





Poi entriamo nel vivo dell'argomento e parliamo di un altro importante elemento che li diversifica ulteriormente, ovvero le specifiche parti della pianta da cui il singolo olio viene estratto.

Non tutti sanno che gli oli essenziali vengono prodotti dalle piante stesse, e che poi ogni singola pianta li deposita in zone definite all'interno della sua struttura. Ad esempio, le piante di agrumi concentrano i loro oli essenziali nella scorze dei loro frutti.

Osservando queste specifiche parti e il loro significato simbolico è possibile riuscire a inquadrare meglio l’azione degli oli essenziali sui piani fisico, psichico ed energetico.

Cominciamo dagli oli essenziali estratti dalle erbe, che simboleggiano immediatezza, movimento e libertà. La loro è un’azione veloce, immediata e risolutiva. Agiscono nel “qui e ora” detossificando l’organismo e velocizzandone il riequilibrio. Possono essere oli di "attacco" per sintomatologie di lieve entità e passeggere, ma mai oli di "mantenimento" per qualcosa di più cronico e sedimentato nel tempo. Rientrano in questa categoria gli oli essenziali di Basilico (attivo sul muscolo scheletrico e sul digerente), Melissa (sedativa e calmante), Menta (utilissima nelle situazioni di emergenza), Solidago (specializzata nel detox), Timo (molto attivo sul respiratorio e sull’urogenitale).

Gli oli estratti dalle foglie ci parlano di uno scambio tra la pianta e l’esterno, di espansione e ricambio: non a caso le foglie sono il mezzo attraverso il quale la pianta respira. Rispetto al gruppo precedente, che lavora soprattutto a livello sintomatico, questi oli lavorano per step, seguendo una procedura e dei passaggi più articolati. Tra tutte le foglie, le aghiformi si prestano a lavorare in maniera più precisa, profonda e dettagliata. Potete saggiarne le caratteristiche negli oli di Abete, Albero del tè, Alloro, Eucalipti, (con i dovuti "distinguo" tra le varie tipologie, perché non sono tutti uguali e alcuni, come il Globulus, hanno specifiche raccomandazioni all'utilizzo), i vari tipi di Pino, Ravintsara e Rosmarino. Quasi tutti hanno una nota balsamica che li rende utili ad alleviare disturbi e fastidi al respiratorio, specialmente durante la stagione dei malanni invernali, e il loro uso si differenzia in base all'entità più o meno lieve dei disturbi.


Gli oli essenziali estratti da semi e frutti si utilizzano tutte le volte che vogliamo lavorare con un messaggio di crescita... vediamo come. Rappresentano la creazione e l’inizio della vita. Rispetto alle erbe e alle foglie hanno effetti più duraturi e possono essere di aiuto quando alla persona mancano forza di volontà, determinazione, scopo nella vita, in quanto stimolano la creatività e aiutano a trovare i propri doni, apportando armonia e contrastando indecisione, insicurezza, impazienza. Dal punto di vista fisico, sono invece molto attivi su tematiche in ambito riproduttivo (come Finocchio sui disturbi della menopausa), endocrino (ancora Finocchio e in parte Cipresso, che lavora come decongestionante prostatico) e digestivo (Finocchio, Cumino, Coriandolo, Cardamomo).


Abbiamo poi gli oli estratti dai fiori, che nell’economia della pianta fungono da attrattori e infatti si occupano della riproduzione e sono connessi alla seduzione. Spesso sono rari e costosi, perché occorre una grande quantità di petali per ottenere pochi millilitri di olio essenziale. In aromaterapia applicata si utilizzano per riequilibrare l’apparato riproduttivo ed endocrino, mentre ad un livello più sottile sono utili per aumentare l’amore verso se stessi, il gusto per il piacere e la bellezza. Si usano sia quando c’è difficoltà ad esprimere i propri sentimenti, sia con chi tende a manipolare il prossimo. Tra questi troviamo Achillea (che è anche in grado di contrastare l’effetto dannoso delle interferenze elettromagnetiche), tutte le Camomille (Blu e Romana), Gelsomino, Geranio, Rosa, Neroli, Salvia sclarea, Ylang ylang.


Gli agrumi rappresentano la parte esterna del frutto, quella che segna il confine e protegge il succoso contenuto. I loro oli essenziali sono associati al sole: attivano, riscaldano, euforizzano. Richiamano un’idea di accoglienza e integrazione (soprattutto Mandarino). Agiscono sull’umore, sul sistema linfatico e la depurazione, sulla digestione. Attenzione: sono fotosensibilizzanti, evitare dunque l’esposizione al sole nelle 24 ore successive all’applicazione topica. In questa categoria troviamo Limone (un potente attivante sia a livello fisico che sottile), Arancio (un energizzante che apre al sorriso e alla vita), Mandarino (connesso all’abbraccio, utilissimo con i bimbi), Pompelmo (aiuta ad esprimere se stessi e sblocca gli accumuli di grasso), Bergamotto (aumenta la performance alleviando i sintomi indotti dallo stress).

Gli oli essenziali estratti dai legni, strutture portanti della pianta, sono caratterizzati da un’energia forte, che dona resistenza e perseveranza, solidità e stabilità. Hanno a che fare con le ossa, i tessuti e il linfatico. La loro è un’azione lenta e profonda, poco adatta a bambini e giovani perché si occupano delle cronicità tipiche dell’età avanzata. Tra questi spiccano Cedro (ottimo linfodrenante, scioglie catarri radicati e porta a galla vecchie tossine), Albero rosso (molto adatto al trattamento di cronicità diffuse soprattutto a carico di ossa, respiratorio e pelle), Sandalo (ottimo immunostimolante, attivo contro le candidosi).


Le radici rappresentano la capacità di radicamento e nutrimento. Gli oli essenziali estratti da questa parte di pianta favoriscono la centratura e la capacità di stabilire i propri confini nella vita di relazione. Trattano situazioni radicate in profondità e consolidate nel tempo. La loro azione è lenta ma si propaga a tutto l’organismo, quindi sistemica. Rientrano in questo gruppo Angelica (che riattiva il potere personale e purifica il sangue), Nardo (correlato al perdono e alla pace, non a caso è anche un riequilibrante del battito cardiaco), Curcuma (attiva a livello del digerente e delle ossa come antinfiammatorio).


Veniamo infine all’ultimo gruppo, quello delle resine, che per loro definizione riparano la corteccia che ha subito una ferita. Questi oli essenziali hanno un’attività lenitiva e riparatrice, non solo su pelle e mucose (tagli, piaghe, ulcere) ma anche sulle ferite dell’anima, i traumi e il dolore. Allontanano i veleni e portano un forte messaggio di perdono, guarigione e protezione, aiutando a contrastare rabbia, agitazione, arroganza, giudizio e critica. In questa categoria troviamo Mirra (l’archetipo della madre universale, pronta a cicatrizzare la pelle al pari dell’anima), Incenso (ottimo antiossidante e protettore a livello del DNA, ma anche elevatore del piano spirituale), Copaiba (lenitiva e cicatrizzante, rimuove le ferite emozionali).


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A presto!


Alessia Dondero


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