top of page

La Naturopatia e la metafora del vaso

Aggiornamento: 10 nov 2020

Non ero che una matricola e questa è stata la prima cosa che ho imparato a Scuola di Naturopatia.

Noi siamo il vaso, è molto semplice. Il vaso è il simbolo della misura della capacità di compensazione del nostro organismo a fronte di tutta l'acqua che lo riempie, ovvero di ciò che ci accade nella vita di tutti i giorni, a livello biologico ed emotivo.

La metafora del vaso ci è utile per comprendere le dinamiche di riempimento fisico ed emotivo a cui siamo sottoposti giornalmente, e quali possono essere le tecniche di svuotamento a tutti i livelli per favorire un benessere generale.

Quando siamo malati, immaginiamo che il sintomo della malattia sia la goccia che fa traboccare il vaso, ma non dobbiamo comunque tralasciare l'importanza del vaso stesso. Esso contiene diverse cose: una costituzione di base (c'è chi è più forte e reattivo, e chi invece è più gracile e discontinuo. Tutti - nessuno escluso - abbiamo i nostri talloni d'Achille), un carico tossinico spesso cronico (dovuto a stile di vita, alimentazione, inquinamento), le conflittualità emotive. Nel corso degli anni il vaso può poi sviluppare incrinature da cui fuoriescono perdite: sono le carenze alimentari.

Nonostante ciò il vaso fa il possibile per compensare al flusso costante di acqua, e lo fa fino a quando esaurisce la sua forza contenitiva, rompendosi.


Qui si professa l'anima vera della naturopatia: un lavoro che possa definirsi davvero olistico non può e non deve limitarsi all'eliminazione delle singole gocce in esubero, ma deve occuparsi dell'intero contenitore, svuotandolo quando serve, aumentandone le dimensioni, rendendolo più resistente, sanandone le perdite.


Non è un caso che per riportare il vaso al suo carico ottimale la Naturopatia si avvalga di tecniche e metodiche di riequilibrio profondo che coinvolgono la persona nella sua globalità: la reflessologia, la floriterapia, la psicoenergetica, la cromopuntura , gli oligoelementi, la medicina cinese. Agendo, cioè, contemporaneamente su più piani: fisico, emotivo, mentale.


Ciò si traduce in un miglioramento generale della qualità della vita, del funzionamento a livello biochimico (con molteplici benefici sul piano gastrico, nervoso e del ricambio) e, ultimo ma non ultimo, in una regressione del sintomo iniziale, che (passatemi il gioco di parole) non fa mai male.



107 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
bottom of page