top of page

Eleuterococco e Rhodiola. La tua ricarica nei mesi invernali

Tra le piante officinali, gli adattogeni rappresentano una categoria a parte perché lavorano sulle ripercussioni che lo stress provoca a livello immunitario. Come quando siamo particolarmente stanche e dopo poco sopraggiunge l'herpes. In questo articolo vi parlo di adattogeni perfetti per questo periodo dell'anno: Eleuterococco e Rhodiola.


Si definisce adattogeno qualsiasi rimedio erboristico che sia in grado di aumentare la resistenza dell'organismo a fattori stressogeni di varia natura, sia fisica che psichica.


Nella medicina tradizionale cinese il concetto di "adattogeno" è presente da migliaia di anni. I cinesi chiamano queste piante "tonici superiori", perché regolano le varie funzioni e aumentano l'energia senza però creare eccitazione come fanno ad esempio Matè, Ginseng o Guaranà.


Per rientrare nella famiglia degli adattogeni, una pianta deve soddisfare alcune condizioni: prima di tutto deve essere innocua, poi non deve focalizzare la propria azione su un singolo organo, bensì offrire beneficio all'organismo intero, sfruttandone la rete di connessioni interne, o PNEI (psico-neuro-endocrino-immunitaria). Il suo effetto normalizzante è dovuto all'aumento dell'adattabilità e della resistenza del corpo allo stress.


L' ELEUTEROCOCCO, noto anche come Ginseng Siberiano, è una pianta del Nord abituata a temperature particolarmente impervie. In erboristeria se ne utilizza la radice.


E' utile per le persone sotto un forte sovraccarico che comporta debilitazione fisica, psichica e intellettiva e continua attivazione immunitaria (infezioni batteriche recidivanti o anche croniche).

Lavora come antibatterico e antivirale soprattutto sul sistema dermico e respiratorio, nei soggetti con scarsa vitalità, debole motivazione, grande stanchezza da svuotamento a causa del super lavoro. Ha una buona azione antifatica che viene in aiuto anche durante le lunghe convalescenze.

Supporta e normalizza la pressione arteriosa, i livelli di trigliceridi e zuccheri.


Non presenta controindicazioni in presenza di autoimmunità o allergie.


Il trattamento può prolungarsi per due mesi per una stanchezza da superlavoro, fino a quattro mesi per stanchezza indotta da trattamenti chemioterapici.


Eleuterococco non è adatto a soggetti tonici, attivi e nervosi (seppur in una fase di calo energetico) perché può dare nervosismo, mal di testa, insonnia. Per gli stessi motivi non è adatto ad anziani, bambini e donne in gravidanza.


Non utilizzare in con extrasistole, tachicardia parossistica.

Può interferire con i seguenti farmaci: cardiotonici, ipoglicemizzanti e psicofarmaci.


Dopo il Ginseng, la RHODIOLA è probabilmente la pianta adattogena più conosciuta e usata al mondo. Diffusa nelle regioni subartiche e in quelle montuose di tutta l'Eurasia, Alpi incluse, è anche nota come "radice d'oro" o "radice artica". Anche in questo caso se ne utilizza la radice.


La sua azione dona beneficio al sistema nervoso. Migliora il tono dell'umore in presenza di stress accompagnato da ansia (o lieve depressione) perché produce serotonina e melatonina, due tra i più importanti ormoni che favoriscono il benessere dell'umore e del riposo. Lavora inoltre sui cali di libido o ridotta fertilità grazie al sostegno gonadico e surrenalico.


Il soggetto a cui maggiormente si adatta Rhodiola ha un tono dell'umore depresso, malinconico ed è molto affaticato, sia fisicamente che mentalmente. Può avere tachicardia sporadica e soffrire di freddolosità diffusa anche nei luoghi riscaldati. Ha una scarsa energia vitale che porta ad un abbassamento di tutte le funzioni: si stanca subito.

Ha una visione pessimista: desidera nuovi stimoli, nuove passioni per tornare a sentirsi vivo.

Lavorando sul ritmo sonno-veglia, è interessante per chi lavora su turni.


Rhodiola può essere associata a una tintura madre di Iperico e Passiflora a seconda del caso, per lavorare su ansia o tono depresso dell'umore. Per favorire il ripristino sonno-veglia, meglio assumerla nella seconda parte della giornata.


Non esistono indicazioni ne dati di sicurezza e tollerabilità circa l'uso della Rhodiola durante la gravidanza e l'allattamento e pertanto, come per tutte le sostanze che non siano ritenute sicure, essa non va utilizzata in questi due contesti.


Controindicata nei soggetti ipertesi non compensati.


Ti è piaciuto questo articolo? Lasciami un cuoricino!


Se sei interessat* a una valutazione personalizzata del tuo stato di benessere globale, ti invito a visitare le pagine "Percorsi" e "Contatti" del sito.


Ci vediamo in studio!


Alessia Dondero

Operatore Discipline Bionaturali




48 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
bottom of page