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Omocisteina alta: fattore di rischio (anche) nel malato di Covid-19?

Aggiornamento: 10 nov 2020

È di queste ore la notizia secondo cui i medici avrebbero compreso alcuni importanti meccanismi d'azione del virus Covid-19. Una parte consistente dei malati sembrerebbe morire non tanto per insufficienza polmonare quanto per il sopraggiungere di trombosi polmonare. Per questo attualmente si sta sperimentando l'uso dell'eparina allo scopo di prevenire la formazione di coaguli nei soggetti ricoverati.


Un importante passo in avanti che fornisce indicatori ulteriori anche a fini preventivi oltre che terapeutici. Andiamo a vedere perché.

Quando il meccanismo dell'omeostasi (che l'organismo mette in atto per evitare emorragie) si sbilancia, si verifica l'incapacità da parte del corpo di mantenere il sangue fluido. Il rischio principale è quello di sviluppare episodi trombotici. Un trombo è un coagulo di sangue che si incolla alle pareti interne dei vasi sanguigni e se raggiunge dimensioni significative può ostruire i vasi e bloccare il flusso ematico con le conseguenze che tutti conosciamo.


Le trombosi sono favorite dall'indurimento di arterie che perdono la loro elasticità e si riempiono di placche lipidiche che ne causano il restringimento, dalla stasi ematica dovuta a immobilità prolungata per interventi, varicosità e lesioni delle pareti venose, dalla terapia con estrogeni (pillola anticoncezionale!), dal tabagismo, da un'ipercoagulabilità del sangue di matrice genetica.


Condizioni che spesso rendono necessario l'uso di anticoagulanti in età avanzata (il più delle volte dopo episodi a carico del cardiocircolatorio), ma che di fatto costituiscono una spia di allarme anche nei soggetti più giovani, che possono così giocare d'anticipo con una corretta prevenzione.


Ipertensione, obesità, dislipidemie (in particolare bassi livelli di colesterolo buono HDL e diabete) sono tutti fattori che percentualmente si accompagnano spesso a questa tendenza del sangue ad "ispessirsi" in quanto fattori favorenti di uno stato infiammatorio a carico del sistema circolatorio.


I soggetti a rischio possono monitorare la propria situazione attraverso il dosaggio ematico dei valori dell'omocisteina, che si rivela molto importante per valutare il fattore di rischio cardiovascolare legato alla fluidità del sangue. L'omocisteina è un aminoacido che viene trasformato in metionina grazie ai folati e alla vitamina B12 introdotti con l'alimentazione.


Quando l'omocisteina è in eccesso nel sangue (il suo valore deve essere inferiore ai 15 ng/dl) è molto probabile che sia presente una carenza di Vit. B12 e folato che ne impediscono la trasformazione (con buona pace degli squilibri nei meccanismi di detossinazione dell'organismo).


Particolare attenzione va prestata nei soggetti interessati dalle mutazioni MTHFR, che hanno naturalmente la predisposizione a sviluppare alti livelli di omocisteina in quanto l'organismo non riesce ad utilizzare correttamente le forme di Vit.B12 e acido folico che si trovano in commercio, se l'alimentazione ne è carente.


Se l'intuizione dei medici è corretta, e l'uso di eparina darà i risultati sperati, appare quanto mai importante in questo momento porre la giusta attenzione alla prevenzione, nell'ottica del rafforzamento delle difese individuali per fronteggiare l'eventuale contagio da Covid-19 e la tenuta da parte dell'organismo, che tradotto significa porre un'attenzione ancora maggiore nel mantenimento dei livelli di omocisteina nei range di sicurezza.


Incrementare i livelli di B12 e folato attraverso l'alimentazione appare la scelta migliore e di più semplice attuazione perché consente all'organismo di acquisire le vitamine nella loro forma naturale e quindi maggiormente assimilabile (soprattutto per quanto riguarda i soggetti mutati MTHFR):


- la vitamina B12 nella sua forma biodisponibile si reperisce negli alimenti di origine animale (ecco perché è fondamentale integrarla da parte di chi segue regimi alimentari che escludono queste categorie di alimenti). Il suo valore ematico non deve essere inferiore ai 500 ng/lo. Se si sceglie di assumerla sotto forma di integratore, preferire la forma metilata: metilcobalamina.


- il folato o vitamina B9, si trova in tutte le verdure a foglia verde, asparagi, broccoli, carciofi, cavolini di Bruxelles, cavoli, cereali e fegato. Presente in buone quantità anche in fave, spinaci, bieta, rape rosse, pomodori, kiwi, fragole, patate, radicchio, pompelmo, avocado e alcuni formaggi. Il suo valore ematico deve aggirarsi tra i 15 e i 20 ng/dl. Trattandosi di una vitamina termosensibile, si perde in cotture eccessivamente lunghe come la bollitura. Se si opta per l'integratore, la diciture corrette da ricercare sono metilfolato e tetraidrofolato. Evitare invece la forma sintetica di acido folico, che nei soggetti predisposti a lungo andare può predisporre all'innalzamento dei livelli di omocisteina.


In commercio esistono integratori che raggruppano queste ed altre vitamine per favorire la corretta metilazione dell'omocisteina abbassandone i valori ematici e di conseguenza l'indice di rischio. Per una corretta valutazione contattate il vostro terapeuta di fiducia.




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