Creme solari sicure: come proteggere la pelle e scegliere prodotti che rispettano la salute e l’ambiente
- Alessia Dondero
- 28 lug
- Tempo di lettura: 5 min
Ecco la tua guida alla protezione solare consapevole per la salute della pelle e il rispetto per l’ambiente.

La protezione solare è prima di tutto una questione di salute
Lo sappiamo, esporci al sole senza protezione può avere conseguenze gravi per la pelle. I raggi ultravioletti (UV), in particolare UVA e UVB, sono responsabili di
Scottature ed eritemi: i raggi UVA e UVB danneggiano il DNA delle cellule cutanee, accelerando l’invecchiamento e aumentando il rischio di tumori
Fotoinvecchiamento: rughe, macchie solari e perdita di elasticità sono causati da esposizione cronica senza protezione
Danni al DNA cellulare, tumori cutanei incluso il melanoma: l’uso corretto di protezione solare riduce significativamente il rischio di sviluppare forme gravi di cancro della pelle.
Per questo motivo l’uso quotidiano di una crema solare è oramai da tempo raccomandato non solo in estate, ma durante tutto l'anno. Anche nelle giornate nuvolose. La protezione solare, insomma, non rappresenta più un gesto meramente estetico, ma un vero e proprio atto di prevenzione.
Attenzione agli ingredienti: non tutte le creme proteggono davvero
Fatta questa debita premessa, è però necessario dire che non sempre è tutto rose e fiori sugli scaffali che ogni anno espongono gli ultimi ritrovati in tema di protezione solare. Molti dei prodotti in commercio, infatti, contengono filtri UV chimici che, pur schermando dai raggi solari, vengono assorbiti dalla pelle e possono avere effetti potenzialmente dannosi.
Vediamo insieme i principali.
Ingrediente | Rischi per la salute |
Oxybenzone | Può causare irritazione, arrossamento, prurito e dermatiti da contatto, soprattutto in persone con pelle sensibile o con condizioni cutanee come rosacea o eczema. Potrebbe agire come interferente endocrino alterando i livelli ormonali nel corpo. Può essere assorbito dalla pelle ed entrare nel flusso sanguigno, sollevando preoccupazioni sulla sua potenziale tossicità sistemica |
Octinoxate | Interferente endocrino (tiroide e organi riproduttivi), reazioni allergiche (prurito, arrossamento, irritazione), potenziale genotossicità e accumulo nel corpo. |
Octocrylene | Interfrente endocrino, effetto allergizzante, accumulo sistemico, tossicità ambientale |
Avobenzone | Instabile, può causare reazioni allergiche e dare interferenza endocrina |
Homosalate | Interferente endocrino |
Queste componenti sono state rilevate nel sangue umano a livelli superiori ai limiti di sicurezza stabiliti dalla FDA (l'agenzia governativa statunitense che si occupa della regolamentazione e della supervisione di alimenti, farmaci, cosmetici, dispositivi medici, prodotti biologici e altri prodotti correlati al consumo umano negli Stati Uniti).
Le alternative più sicure per la pelle
I filtri fisici minerali, come ossido di zinco e biossido di titanio, sono considerati più sicuri. Vediamo insieme perché:
Non penetrano nella pelle
Non interferiscono con il sistema endocrino
Offrono protezione UVA/UVB ad ampio spettro
Sono più stabili e meno allergizzanti
Attenzione però alle nanoparticelle: preferite prodotti non-nano, che non attraversano la barriera cutanea.
E poi c’è il mare: l’impatto ambientale delle creme solari
Forse non lo sai, ma durante una giornata al mare, fino al 25% della crema solare che applicchi con dovizia e impegno finirà con il depositarsi nell'acqua in cui fai il bagno, con un danno non da poco dal momento che i filtri chimici non si degradano facilmente e possono:
Sbiancare i coralli (coral bleaching)
Interferire con la riproduzione di pesci e molluschi
Bioaccumularsi nella catena alimentare (entrando a far parte del nutrimento della fauna ittica)
Bloccare la fotosintesi del fitoplancton
Per darti un'idea di questo fenomeno, si stima che ogni anno tra 6.000 e 14.000 tonnellate di filtri UV finiscano in mari e laghi.
Alcuni ingredienti, come oxybenzone e octinoxate, sono addirittura stati vietati in Paesi come Palau, Hawaii e Messico a causa del loro impatto devastante sull’ecosistema marino.
Come scegliere una crema solare sicura per te e per l’ambiente
Ecco allora una veloce check list con gli 8 criteri fondamentali per scegliere un prodotto che sia sicuro sia per te che per l'abiente:
SPF adeguato al tuo fototipo: più chiara è la pelle, più alto deve essere l’SPF.
Fototipo I-II (pelle chiarissima): SPF 50+
Fototipo III-IV (pelle chiara/media): SPF 30–50
Fototipo V-VI (pelle scura): SPF 20–30
Ricorda: SPF 30 blocca circa il 97% dei raggi UVB, SPF 50 circa il 98%.
Protezione UVA + UVB: verifica che la crema protegga sia dai raggi UVB che UVA. Cerca il simbolo “UVA” cerchiato: indica che il prodotto protegge dall’invecchiamento e i danni profondi causati dall'esposizione al sole.
Filtri fisici non-nano: ossido di zinco e biossido di titanio che riflettono i raggi, sono più sicuri per pelli sensibili, a patto che siano non-nano. Questo tipo di filtri fisici è ottimale perché non penetrano nella pelle, non danneggiano la barriere coralline, sono ideali per bambini, non contengono PFAS e microplastiche.
Formula dermatologicamente testata
Pelle sensibile: senza profumi, alcool, parabeni. Filtri fisici consigliati.
Pelle grassa/acneica: texture oil-free, non comedogeniche.
Pelle secca: formule ricche con ingredienti idratanti (aloe, burro di karité).
Bambini: SPF 50+, filtri fisici, formule ipoallergeniche
Water resistant: riduce la dispersione in acqua, inquina meno e non devi riapplicarla di continuo.
Etichetta “reef-safe”: anche se non è una garanzia assoluta, è un buon segnale perché indica che il prodotto solare è stato formulato per minimizzare l'impatto negativo sugli ecosistemi marini, in particolare sulle barriere coralline
Packaging sostenibile: riciclabile, ricaricabile, in bioplastica.
Senza microplastiche e PFAS: evita ingredienti come “polyethylene”, “PTFE”, “perfluorooctyl”. Questi ingredienti, spesso utilizzati per migliorare la texture e la spalmabilità, hanno un impatto negativo sia sull'ambiente che sulla salute.
Cosa evitare:
Polyethylene (PE): Un tipo di plastica comunemente usata in cosmetica.
PTFE: Polytetrafluoroethylene, noto anche come Teflon, è un altro tipo di plastica che può essere presente nei solari.
Perfluorooctyl (PFOA): Un tipo di PFAS, sostanze chimiche perfluorurate e polifluorurate, che possono accumularsi nell'ambiente e nell'organismo.
Una selzione di solari buoni
Quella che ti presento adesso è una lista di solari che rispettano i seguenti criteri:
usano filtri fisici non-nano (ossido di zinco e/o titanio) che non penetrano nella pelle.
Sono reef-safe, cioè non contengono oxybenzone, octinoxate o altri filtri dannosi per i coralli.
Nessuno contiene PFAS, microplastiche o siliconi persistenti.
Sono resistenti all’acqua (ma è sempre consigliato riapplicarli dopo il bagno).
Packaging: molti usano bioplastica vegetale, alluminio o vetro, quindi sostenibili e riciclabili.
Prodotto | SPF | Non-nano | UVA+UVB | Reef-safe | Ipoallergenico | Resistente all’acqua | Packaging sostenibile | PFAS-free |
50+ | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ♻️ | ✅ | |
30/50 | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ♻️ Bioplastica | ✅ | |
30/50 | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ♻️ Alluminio | ✅ | |
30 | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ♻️ Riutilizzabile | ✅ | |
30 | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ♻️ Canna da zucchero | ✅ | |
50+ | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ♻️ | ✅ | |
50 | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ♻️ | ✅ | |
30/50 | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ✅ | ♻️ Vetro/Alluminio | ✅ |
Protezione consapevole, per te e per il pianeta
Scegliere una crema solare non è solo una questione estetica o di comfort. È un gesto di cura verso la tua salute e di responsabilità verso l’ambiente. Optare per filtri sicuri, formule trasparenti e packaging sostenibile significa proteggere la pelle oggi e contribuire alla salvaguardia del mare per il futuro e spingere le case produttrici a ricercare formule sempre migliori per i consumatori.
Buona estate sicura e consapevole!
Alessia Dondero
Naturopata
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