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Il Disturbo da Deficit di Natura: cosa c'è da sapere

Aggiornamento: 10 nov 2020

Che cos'è, cosa provoca e come intervenire per arginare le conseguenze


Letteralmente si parla di Nature-Deficit Disorder, termine coniato già nel 2005 da Richard Louv nel suo libro "Last Child in the Woods". Pur non trattandosi di una condizione clinica ufficialmente riconosciuta, è una sindrome che negli ultimi anni affligge un numero sempre maggiore di adulti e bambini, soprattutto del mondo occidentalizzato, e per questo è diventata oggetto di studio, in particolare nei Paesi Anglosassoni. 


I primi studi sul disturbo da deficit di natura risalgono al 2005
I primi studi sul disturbo da deficit di natura risalgono al 2005

Secondo gli scienziati, il disturbo da deficit di natura contribuirebbe a una maggiore desensibilizzazione, difficoltà di attenzione e concentrazione, aumento dei casi di obesità e tassi più elevati di malattie fisiche e mentali.


Possiamo definire questo disturbo come un insieme di sintomi che si manifestano in persone con ridotta esposizione ad esperienze di qualità in connessione con la Natura.



Tra le cause rientrano:

- una ridotta (più spesso assente) frequentazione del mondo naturale, provocata da errori di percezione e atteggiamento nei confronti della Natura stessa.

- paure sociali diffuse che fanno apparire contesti naturali quali scomodi, impervi, pericolosi

- la perdita continua di spazi verdi all'interno delle città

- il costante richiamo di TV, tablet e vita indoor in generale.


Alla base di questa problematica sociale vi è l'assunto fondamentale secondo cui l'uomo sarebbe una parte integrante del Sistema Natura: per quanto sia per lui impossibile alienarsi seriamente da qualcosa che porta dentro di sé, è comunque facile che cada in uno stile di vita alienante. La vita dell'uomo moderno sembra appositamente costruita per allontanarlo dalla Natura. Questo porta al paradosso osservato dagli studiosi: allontanandosi dalla Natura, l'uomo diventa alieno anche a se stesso.


Il Dottor Cameron del Dipartment of Landscape della Sheffield University, in Gran Bretagna, parlando del Nature-Deficit Disorder, ha commentato: "Immagino sia un sintomo dell'attuale stile di vita".


Le conseguenze del Deficit di Natura

Innanzitutto si registra uno scarso rispetto per il mondo naturale e la sensibilità ecologica, e i risultati sono drammaticamente sotto gli occhi di tutti.

A livello fisico, lo stress provocato da stili di vita indoor provoca continua sovra stimolazione neurologica, deficit di attenzione, iperattività, depressione, aggressività, deficit di concentrazione, problemi di insonnia, disturbi da sedentarietà, picchi di stress protratti nel tempo, aumento dei disturbi visivi.


Ma non è tutto: non mancano limitazioni nelle capacità di problem solving, autonomia, gestione dei conflitti e apprezzamento della diversità. Per arrivare, nei casi più gravi, a un ridotto sviluppo cognitivo, anestesia emotiva, apatia.


La soluzione? Un "bagno di Natura"!


È assolutamente necessario recuperare l'esperienza in Natura! Come sostiene Louv, serve “del tempo, libero e non strutturato, per sperimentare la Natura in modo profondo”. Il movimento libero, all'aperto, gioca un ruolo essenziale soprattutto nella crescita dei bambini, troppo spesso, oggi, immobili su un divano davanti a uno schermo luminoso. 

Trascorrere del tempo in Natura (l'ideale è qualche ora tutti i fine settimana), lavorare con la terra, attivare il corpo e i sensi dopo essersi immersi nel verde. Rallentare, assaporando momenti e sensazioni, senza tempo e senza scopo è il modo migliore per riconnetterci a quella parte più profonda e costitutiva di noi stessi, mettendo in moto un circolo virtuoso i cui benefici fisici e mentali non tarderanno ad arrivare.  


È ciò che sentiamo (non quello che pensiamo) a determinare ciò che siamo. Quello che siamo determinerà ciò che pensiamo, e infine ciò che pensiamo sarà l'anima di ciò che facciamo. Occorre quindi ripartire dal "sentire"

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